La Storia

Nel 1957, su proposta di Amedeo Maiuri, nasce il Centro Studi Magna Grecia, presso l'Università  degli Studi di Napoli Federico II.
Il Centro rappresenta, fin dalla sua creazione, una presenza culturale molto forte nella realtà  universitaria di Napoli, che all'epoca costituiva il principale polo di ricerca in Italia meridionale.
Gli studiosi che aderiscono al Centro e ne animeranno i primi anni di ricerca, con la presidenza di Amedeo Maiuri, rientrano tra le personalità  di maggior rilievo dell'archeologia italiana di quel periodo: Giovanni Pugliese Carratelli, Paola Zancani Montuoro, Domenico Mustilli, oltre ad Ernesto Pontieri, Rettore della Federico II .
Tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del Novecento il Centro si fa promotore di numerose ricerche di carattere topografico, in siti di particolare rilevanza come Sibari o Francavilla Marittima, dove la Zancani Montuoro individua le prime tracce della necropoli.
Un ruolo importante è rivestito dal Centro anche nella nascita e lo sviluppo, a partire dal 1961, dei Convegni di Studi sulla Magna Grecia di Taranto, che tuttora rappresentano un punto di riferimento internazionale per questo ambito di ricerca. I primi dieci volumi degli Atti dei convegni tarantini, infatti, vengono pubblicati in co-edizione dal Centro e dall'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia di Taranto.
Intorno al Centro napoletano si raccolgono, tra i ruoli direttivi ed il comitato scientifico, studiosi di alto profilo come Achille Adriani, per gli anni Sessanta, Alfonso De Franciscis, Ettore Lepore, Alfonso Mele, Fausto Zevi, Mauro Cristofani, Nazarena Valenza, Maria Letizia Lazzarini per gli anni Ottanta e Novanta del XX secolo.
Attività  di ricognizione e di scavo, promozione di convegni scientifici, pubblicazioni di monografie e di studi miscellanei contraddistinguono l'operato del Centro. Frutto di questi anni sono le ricerche in Calabria, a Locri, Gioiosa Ionica, Nocera Terinese; in Campania si segnalano la partecipazione all'avvio del progetto di scavo nel Foro di Cuma, interventi nell'area vesuviana (Villa di Boscoreale), nel beneventano (S. Agata dei Goti), nel Santuario di Hera alla foce del Sele, a Velia (Sa), a Roscigno (Sa).
Attualmente il Centro, diretto da Giovanna Greco, opera nell'ambito della ricerca archeologica, attraverso progetti di studio e valorizzazione, e, più di recente, anche in ambiti interdisciplinari, con programmi dedicati ai problemi della conservazione della pittura antica o all'archeometria, ampliando i filoni di ricerca alla filologia classica e alla filosofia antica.

Documenti

Il verbale della prima riunione del Centro